42 SCRITTURA DEL MESSER ALVISE CORNER ECC. molto in suso verso Padoa, et in essa vi erano infiniti gran canali profondi. Et tal Brenta ha atterrato insino a Lizaffusina, et chi non chiudea in quel luoco, ella haverebbe atterrato il resto insino in questa città, perchè da tal tempo in qua, ella ha atterrato in Resta d’aglio, dove fu messa a capitare, et in tal contorni molto più laguna, che non è da Lizaffusina in questa città ; et chi la lasserà capitare, dove la capita, così unita col Bottenigo, tosto l’atterrerà quella laguna insino al lito di Malamoco, perchè quest’è proprietà delli fiumi di atterrare paluti, laghi et mare, per dove passano, et ciò si vede in fatto alla bocca di ogni fiume, ma più del Po, eh’ ogni anno atterra mezo miglio di mare. Et ritorno a dire che la Brenta atterrerà la laguna, se non se gli provederà, et, se ben in questo luogo et hora non è da trattare di tal atterratione, ma nel Collegio delle acque, dove desidero di trattarla, tutta fiata, essendomi tanto a cuore l’atterratione di essa laguna, non posso mancare di arricordar a V. S. che la provedi, perchè è facil modo, come lo dimostro nel soprascritto mio trattato, che è tolendo la detta Brenta all’alta et così il Bottenigo et mandandoli al mare al porto di Chioza, perchè vi possono andare, et in questo caso succederà uno favore all’ opera, che tratto hora, che tutti li campi guasti da tal dui fiumi, per lo suo alzarsi, ritornerà buoni. Li quali campi sono sotto Oriago, Moranzan, Mestrino, Margara, le Gambarare, et Piovato, et in altri simili luoghi, et in tutti tal luoghi li campi, che hora sono guasti, levati tal fiumi, che non vengano in la laguna, rittorneranno buoni, et la laguna si libererà, et li campi ritorneranno buoni, perchè si agiuteranno, et altri si atterreranno. Et non è dubbio alcuno, Serenissimo Principe, che, se Vostra Serenità volesse atterrare in poco tempo questa vostra laguna, ch’ella non lo potesse fare ; non già eh’ io la consigliasse, ma lo dico per dimostrare, che, s’ ella potrebbe atterrare la laguna, eh’ è luogo molto più basso delli paluti, che tanto più facilmente l’atterrarebbe li paluti. Et per atterrare la laguna a Vostra Serenità sarebbe facil modo, facendo capitare in essa, come la potrebbe, il Po, l’Adese, Bachigion, Brenta, li fiumi del Trevisan per la Piave, et con tal mezo in men de cinque anni ella l’atterrerebbe tutta. Ho dimostrato, Serenissimo Principe, come li Signori possono adacquar le campagne et atterrare laghi et mare con li fiumi, non che paluti; et con questo mezzo di atterrare, et non con altro, si può trazere il Foresto, eh’ è di Vostra Serenità, eccettuando però alcuni pochi campi, che si potranno asciugare, perchè sono alti, et con uno piè di scolatore si asciugheranno, et tanto scolatore, et non più a tal luogo, respetto eh’ è, vicino al mare, se non un miglio. Ma perchè nel resto de ditto Foresto vi sono dui, tre et quattro piedi di acqua, et, com’ è detto, non havendo scolatore, se non per uno non si può scolare et asciugare, però è necessario d’ atterrarlo con la terra portata dalli fiumi, et non da quello dell' Adese, perchè non ne porta molta, et non è buona, ma da un altro, che ne porta assai et perfetta, il quale per hora non si può mettervi, ma ben si metterà, come la impresa sia messa alla via, et allhora in tre anni al più si atterrerà. Et con tal modo, et non con altro il Foresto si può trazere. Hora dimostrerò, come li altri paluti in Terra ferma si possono asciugare. Non è dubbio alcuno che questo paese et questi territori et campi qui circunvicini di Terra ferma non siano più alti che non è il mare, perchè, se esso mare fusse più alto, starebbe sopra essi, come sta sopra la terra, eh’ è in fondo di esso, perchè è più bassa; et essendo la terra et campi di questi contorni più alta dii mare, bisogna confessar che 1* acqua, che piove sopra tal terra et campi, piova in luogo più alto di esso mare, et bisogna credere che, essendo l’acqua corpo grave et labile, la non possi stare sopra essa terra, ma che la debbi discorrer al mare, come a luogo più basso et al proprio suo et naturale fine, et che, non discorrendo, sia perchè la sia