402, Della Hifforia di Corfir, fa la fquadra rinouò l'affalto, gittando ibpr3 il nimico legno circa cinquecento Soldati, che in poco tempo riduf-fero la gran mole ad alzar bandiera bianca, in fegno, che fi rendeua. Il Capitano, l’Agà, e quafi più della metà de' difen fóri, erano morti, quando inmafti ciò fecero, con grande allegrezza de* Cauteri,c’hauean perfo il Generale, e molti compagni, oltre numero grande di ioldatef-ca,edi chiurma. Ilfaccofuriguardeuok,eiapreiadella Donna, e del fanciullo, fù gloriola, effondo la prima^ volta, che del fangue Ottomano fi vedeffero Schiaui fra' Criftiani. Lanaue, c’hauea patito molto, fi fommerfo tra Sicilia, e Malta, ouearriuaronolegaleetrioniànti, e depoièrolafemina, che morì irà breue, pervnalerita , che àcaiolefù data, e il bambino, che poi col tempo lì fece Criftiano, e fi veftì l'habito di S.Domenico, e ancora in quella Religione efempiarmente dimora. Ma i Mal-tefi, per vn legno, chepreièro, fecero perdere aJ Vene-tiani vn Regno , che biiognò cedere alla forza d’vn barbaro, che in vece di vendicarli contro chi gli fece oltraggio, fi riuolfe contro coloro, che non Toffefero, Poiché, allauuiiò della perdita del Galeone, cominciò ad armarli l'empio Ibraimo, e Ipargendo voce, che gli apparecchi erano contro Malta, procuraua, che s'addomentalìèro i Venetiani, che mai non chiudono gli occhi à gl' interelli della loro Republica . E in effetto fecero vedere, ch’era-no defti, apparecchiandofi,maIentamente,pernondar fofpettoalTurchodelIa fua intentione; quando i Mal-tefi alla gagliarda armatili gli dauano à intendere di noni/ temerlo, Se fi debbano que’Religiofi lodare delle grandi prouifioni, che fecero, non vi è dubio alcuno ; poiché