332 lui fermate col petto, con la giunta d’una buona intemerata sull’ umana perversità : cose tutte, come ognun vede, molto appropriate al fatto, ed acconce ad affrettarne lo sviluppo; dopo di che ei lascia di nuovo il campo a’ fini motti della cameriera, la quale si fa ora col sergente, servitore di lui, a discutere le ragioni del bello applicato al corpo umano, divisandone a vicenda una per una tutte le varie sue parti, e attribuendo a ciascuna quel pregio che loro par più conveniente, finch’ essi conchiudono che tutto dev’essere spartano : doppi sensi, equivoci sali, di cattivissimo genere, che più non si ausano, non si tollerano più nella gentil compagnia, che dovrebbe pur esser quella del dramma, e che potevano compatirsi solo a que’ tempi, quando Arlecchino leggeva due pilastri disusati in un burò, per due pollastri disossati in ragù, e il popolo ne rideva. Ma il generale esce ancora in buon punto a liberarci da questa guerra servile: qui esamina le sue carte geografiche, medita sui siti delle passate sue glorie, legge e commenta non so qual libro, quando a suo grand’ agio capita alfine Amalia, la contessa, con cui ha un tenero abboccamento, nel quale 1’ esorta a non conse-