348 gni, si trova aver intorno una scala di corda, per quel mezzo li libera da tanta miseria, con brivido generale dello spettatore, che mira raccapricciando quelle povere donne, ed una anche col bambino in ispalla, pericolarsi, con troppo vero pericolo, là suso in cima a quel fragile ordigno, con arte piuttosto da pompieri che da ballerini. Basta, per la prima sera ogni cosa è ita a dovere, con salute di tutti ; se non che nella finta rappresentazione cosi non avvenne al povero Teobaldo, il quale, ultimo a discendere, e rottaglisi a mezzo la scala, è colto, cosi sospeso tra il cielo e la terra, da’ crudeli satelliti del crudele signore, e tornato in carcere un’ altra volta. Walter, che vuole ad o-gni costo disfarsi di quel seccatore che gli attraversa ogni suo desiderio, lo chiama in sua casa, e con sublime invenzione, suggeritagli forse dall’arlecchino del Convitato di Pietra, nasconde un sicario, indovinate ? sotto al tavolino. Se non che quel diavoletto della carceriera, che sa tutto, che vede tutto, e che qui non fa male la parte del nume delle tragedie antiche, viene pian piano, e quel che più stimo, assai in tempo, sotto le finte vesti di paggio, e come quel marrano sta già per alzar il braccio sopra il