317 dal comprenderli nelle nostre osservazioni, elio dal contesto dello stesso discorso chiaramente, a chi sapeva leggere, appariva, ch’esso era rivolto piuttosto a’ maestri provetti i quali con 1’ autorità o degli anni o della loro pratica vogliono mutare le condizioni dell’ arte. Epperò son tutte false le conseguenze eh’ ei deduce da quel ragionamento, eh’ ei ci attribuisce, e noi non abbiam fatto. Quanto poi alla falsità del nostro giudizio intorno al suo lavoro in partibus, avremo 1’ o-nore di ricordargli, che la sua opera non ebbe quello della terza rappresentazione, e che quei cantanti a’quali dà cagione del mal esito dello spartito, valsero pure a renderne gradita, per non so quante decine di sere, la bell’ opera del Donizetti, che qui non ebbe a lottare cogli orecchi degli spettatori, espressione per lo meno equivoca, di cui egli così rispettosamente si serve parlando del pubblico. Ma per venire al vero soggetto del nostro discorso, la Gabriella di Vergi/ del celebre maestro Saverio Mercadante, nuova per Venezia, che si rappresentò domenica sera all’ Apollo, ebbe l’esito più fortunato. E ciò ben a ragione, che la musica è piena d’ ogni più squisita bel-