309 guono un contrario cammino. E’ non cercano il piacere del generale, non si curan del voto del popolo, ma si vogliono divertire tra loro; compongono a benefizio de’ lor confratelli, e si contentano della loro ammirazione soltanto : unus Plato. A loro basta l’interna coscienza che il tal gruppo di note è posto sotto ad un altro col tale artifizio ; che la frase musicale passa da questa in quella parte piuttosto per uno che per altro intervallo di consonanza, per una anzi che per altra imitazione; questa essi chiamano arte e dottrina, e i professori non vanno più in là co’ lor desiderii, di tanto sono beati, applaudono, battono a tempo di musica, insieme con altre invisibili persone, le mani, e quaudo incontreranno il maestro per via lo abbracceranno, lo stringeranno in segno d’ esultanza e di congratulazione al seno, esclamando: questa è musica ! ( classica. ) Oh maestri, io v’ammiro, ma in’annoio. Non importa: siete un profano e la vostra noia non vale : studiate la quinta opera del Corelli, i salmi del Vallotti, o le opere del Martini, e vi divertirete ; onde si trova che 1000 a 1200 spettatori sono chiamati con questi calori in teatro per la sola nobile sodisfazione di dieci o dodici professori, se