310 pure ! Ma questa, o maestri, è una soperchie-ria, un creare la predestinazione in teatro. Noi vogliamo divertirci anche noi, sentire da noi, e non aver uopo dì cercare il nostro biasimo o la nostra lode sulle dotte fronti del maestro A, del maestro B, del sig. Lorenzo o del sig. Gaetano. A questa scuola non ci educarono nè il Rossini, nè il Bellini, nè il Donizetti col Mosè, con la Norma, con l’Anna Bolena. Quel linguaggio noi l’intendevamo, e il nostro voto, non quello dei maestri, ha fatto la fama di quei sommi. Ahimè ! voi convertiste l’arte in ¡scienza, in dimostrazione il diletto, avete ridotto a fatica della mente il passatempo. La musica non dee aver questi effetti, ella dee muovere l’anima, del pari che solleticare l’udito : senza questa doppia condizione io non comprendo la musica, e vi dono i vostri spettacoli. Non oserei dire che la musica sonata e cantata domenica sera dalle 9 pomeridiane fino un quarto d’ ora dopo la mezzanotte, con un caldo presso a poco della temperatura de’ bagni, unisse questa doppia qualità. Il maestro, o piuttosto i maestri, ebbero nel complesso 1’ approvazione degl’ intelligenti, che ne lodarono assai l’ingegnosa esposizione delle frasi