375 il bisogno delle domestiche gioie, sorse ih cuore al conte Soranzo il desiderio di circondarsi dell’ affetto d’ una famiglia e d’avere eredi, cr: lasciare il proprio nome e le proprie ricchezze. Da qualche tempo egli aveva già rivolti gli occhi in Milano ad una gentile donzella, che alle grazie della persona congiungeva le doti ben pi'u pregevoli dell’animo; in essa ei fermò la sua scelta, e la nobil signora Rachele Londonio divenne sua sposa ; unione felice, che lo rese padre di due cari fanciulli, che gli allegrò gli ultimi anni della vita, e gli alleviò con le cure più delicate, minute, pazienti della più affettuosa consorte, i lunghi patimenti delle ore supreme. Il conte Soranzo ebbe la lode di facondo e bel parlatore ; le molte cose da lui apprese e vedute, 1’ uso e la pratica del mondo nelle sfere più elevate e gentili, avevano ornato, come la sua mente, così le sue maniere, onde la conversazione di lui era del pari piacevole ed i-struttiva. La sua voce aveva grande autorità sì ne’ crocchi più colti, ove giungeva sempre desideratissimo, sì nelle private adunanze, dove agitavasi alcun municipale interesse, a cui, come zelante cittadino eh’ egli era, mai non