353 grand’opera, che ha tre parti importantissime, e richiede per conseguenza tre attori di gran valore. Senza tale condizione le bellezze della musica non possono avere risalto, e lo spettacolo deve necessariamente riuscire imperfetto. E in ciò certo mal provveggono a’loro interessi gl’ impresarii, i quali prima di scegliere le parti, avrebbero a consultare le forze dei loro cantanti : tutti non possono tutto, e questa è la principale cagione perchè spesso i migliori spartiti falliscono. Per questa stessa cagione si dovette nel presente spettacolo ommettere il gran duetto del prim’ atto, tra la prima donna e il secondo basso, Guido; per questa fece pochissimo effetto il bel finale del prim’ atto, e non molto il gran duetto del secondo tra la donna e il tenore, duetto che altrove levò pur tanto grido, sebbene anche qui se ne chiamassero fuori con applausi, però non unanimi, i cantanti. Parve che mèglio si gustassero invece alcuni cori, come quello della scena V, Lode al forte guerriero ecc., e l’altro dell’ Vili, bizzarro nell’ intreccio , ma d’ una certa drammatica bellezza: Assassino che il ferro immergesti. La Castelian, che sostiene la parte di Gemma , è una cantante giovanissima, dotata di qualche VI 23