135 ma ben la conosce ed invidia colui, che rotto dagli anni, dalle infermità, o da qualsivoglia altro motivo impedito, mi vede si snello e leggiero della persona trapassare di sotto alle sue finestre, in suo cuore sciamando, quanto è felice costui ! mentr’ io, ignaro di tanta felicità e felice solo delle mie gambe, avrò pur cuor d’au-gurarmi la felicità d’ un altro che passa, il quale ha assai da che vivere, e non ha da scrivere nessun giornale, e questo stesso, che non ha nulla da scrivere ma molto da numerare, chiamerà dal suo canto felice il primo spensierato che gli capita innanzi, che canta e ride, e non ha addosso il grave fascio de’ suoi pensieri ! Vuol dire che la felicità in qualche parte, a saperla cercare, si trova ; ognuno ne ha dentro di sè qualche elemento, e la somma è moderare i desiderii, e accomodarsi agli eventi. La natura ne fece assai pochi veri bisogni ; noi abbiamo peggiorato 1’ opera delle sue mani, e ce ne creammo un’ infinità d’ altri fittizii. Lasciamo que’ bisogni d’opinione che sono comuni a tutti, e dipendono dalla maggiore mollezza, o lusso che dir si voglia del secolo cosi fatalmente civile ; ma quanti altri a ciascuno