PRECEDENTI POLITICI Laboriose sono le trattative per la conclusione dell’accordo fra i due Stati: il pomo della discordia è sempre la Macedonia che i serbi vorrebbero dividere fra i due Stati mentre i bulgari vorrebbero erigere in Stato autonomo per annetterselo in un secondo tempo. Il ministro plenipotenziario bulgaro a Beograd, Tosev, personalmente caldeggia tale progressiva soluzione. Finalmente il 29 febbraio (13 marzo 1912) vengono firmati a Sofia il trattato di amicizia e di alleanza fra i due regni (allegato 1) ed un « allegato segreto » (allegato 2). Nel primo articolo del trattato le parti contraenti si garantiscono reciprocamente l’integrità del proprio territorio e il pieno appoggio reciproco nel caso in cui uno di essi fosse attaccato da uno o più Stati stranieri. Il secondo articolo sancisce l’obbligo di pieno aiuto reciproco nel caso in cui una Potenza (leggere fra le righe: l’Austria-Ungheria) cercasse di occupare e di annettere qualunque parte nel territorio della penisola balcanica sottoposto al Sultano: riferimento trasparente al sangiaccato di Novi Pazar. Gli altri cinque articoli contengono norme esecutive e stabiliscono che l’alleanza avrà vigore fino al 31 dicembre 1920. (Prima della scadenza i due contraenti avranno già sostenuto due guerre fra di loro: è un bel paradosso). L’« allegato segreto » è rivolto contro la Turchia. Se le parti contraenti non fossero d’accordo di agire contro la Porta chiederanno parere alla Russia, la cui decisione sarà obbligatoria. Sostanziale in questo stromento è l’articolo 2: alla Bulgaria è senz’altro riconosciuto il diritto sul territorio dell’est dei Rodopi e della Struma e alla Serbia il territorio a settentrione e ad occidente dello Sar planina. Per la regione intermedia si prospettano due soluzioni: o la creazione di uno Stato macedone autonomo, oppure la divisione, però coll’impegno da parte della Serbia di non formulare pretese territoriali oltre la linea, specificata nel testo, che corre, grosso modo, a settentrione di Kriva Palanka, di Veles e di Ohrid, tagliando in senso diagonale la Macedonia. Le due parti si obbligano di accettare quale confine definitivo la linea che lo Zar delle Russie determinerà nei limiti indicati. 47