78 coro con tanta perizia : e dietro a loro la schiera, la caterva di tutte le altre maschere senza nome e senza numero. In generale elle sono di due qualità : quelle, che piglian la cosa sul serio, e si tengono con la dignità e la coscienza di chi compie un uffizio ; maschere gravi e contegnose, che vanno nelle case o a’ caffè per farsi vedere, inseguire o che inseguono, contente almeno di riscuotere sotto il volto il titol di belle, o dar altrui da beccare il cervello. Son altre, in ¡scambio, che si sacrificano all’universale, e vanno in maschera così, per divertirsi, come per divertire. E’ sono que’ mor-binosi, quegli allegroni, che fanno sì vivo, sì romoroso, sì pazzo il giovedì grasso, e l’ultimo giorno. Che volti ! che facce ! Quali travesti-ménti ! quale fertilità d’immaginazione ! Questi ha un imbuto per naso ; quegli l’umana forma nasconde nella forma d’ un immenso stivale ; un altro, eh’ alla taglia si prenderebbe per uno de’ due Giganti della scala, cui danno il nome, passeggia affrettato il listone in leggiero gonnellino cilestro, con tale un cappello di nastri e di seta, che il felze d’ una gondola è meno capace. Ogni più difforme materia, ogni cencio