206 Il Violetti, Ruggiero, è un attor peritissimo, degno di stare a petto degli altri due ; se forse agli altri due non va innanzi per la cura grandissima, eh’ ei mette nella sua parte. E’ non si dimentica un solo istante, non perde di vista i più minuti particolari ; come pochi 1’ eguagliano nel possente metallo di voce, di cui fa bella mostra in quel Grazio ! sonoro, eh’ apre il second’ atto, ed empie tutto il teatro. In qnel recitativo, in quell’ aria, si parve qual cantante egli sia, e nel terzetto, qui trasportato al quart’ atto, e che rimane un dei più bei luoghi dell’ opera, non sappiamo dei tre cui tocchi la palma. Gli altri pezzi concertati furono in pari modo da tutti felicemente eseguiti. Nel gran finale dell’ atto primo si poterono ammirare le belle risposte del tenore e i nitidi acuti della donna, che s’alzano, scintillano, diremo così, per mezzo a quella immensa armonica massa. Nella somma, 1’ opera piacque più la seconda che la prima sera, ed ha tali elementi di piacere in progresso anche più. Meno gli abiti poveretti delle pellegrine, color d’ uovo fresco e di cenere, lo spettacolo è assai ben decorato e inesso in ¡scena. Il