Libro Secondo. 71 confederati vicini. Spedì Eurimedonte,'l cuale da’ Con cirefi ottenne quindeci galee, ben’armate, che vnite a f gli altri fòccorfi, auualoraronoin guifa le armi di Atene, che fi oppofero alla potenza della Sicilia. Ma la fortuna fu così contraria nella zuffa, che gli Ateniefi furono dif-fatti con tale icofla, che Tucidide afferma da tale battaglia naiceflè la rouina di Atene. Poiché collegati fi co' Lacedemoni i Siracufàni la flrinfèro poi’n modo, che fece perdita della libertà, e delle leggi. Ma non truouo io rincontro di quefto, leggendo per altro negli Autori, che gl i Ateniefi di nuouo fi rifecero, e per più anni co ntra ¿Lacedemoni fi mantennero. Grande, è vero, fùlarouina, e 1* auuedutezza di Euricie, Pretore de' Siracuiàni, hebbc vanto di hauer conceifo a' nimici vnagloriofa vittoria. Doppo tale {confìtta vacillò il dominio Ateniefe, efièn-dofi da loro ribellate con Negroponte molte altre Città vafiàlle ; ma con l’aiuto de’ Corcirefi, e ripigliarono ciò, c'hauean perduto, e di nuouo venuti alle mani co’ Lacedemoni ottennero quella fegnalata vittoria, per cui eref-fero vn’infigne trofèo. Da allora in poi fèmpre crebbe Atene, e del fuo accrefcimento fu caufa Corcira, per gli validi aiuti, che del continuo le porfe ; e lo flato di queìla Republica, vicino a inaridirli, più che mai nel fuo fiore comparue. Si venne alla fine alla pace per opera di Arto-xerfe Monarca della Perfia, il quale difègnando di muouer Tarmi contra TEgitto, per non lafciare, nella fua lontananza , la Grecia in armi, fi fè mediatore, e le difcordie compofe. Corcira cominciò allora a godere la fua quiete, e felicita, ricercata fù lafua confedarqtione da ogni vno, e alilo diuen-