la, e non conueneuole à chi rende, con la fama, incapace il vailo giro dell’orbe : ma fe ogni gran Circolo fi contenta di angu-fto centro, non deue la Serenità Voftra_> fdegnare nel libricciuolo il mio humilo vailallaggio. I Leonigenerofi, che ribattono con la forza le violenze, accolgono piaceuolmente gli humili, e fi legge, cho taluolta riceueifero da mani oilequiofo qualche minuzzolo. E fe il Leone è di Venetia l’Infegna, come potrò io dubitare , che la prefente operetta, con ogni più baila riuerenza, alla Serenità Vofìrada_> me prefentata non habbia da incontrare la benignità d il fuo genio ? I Mari, do" quali Voi Sei^r: fsimo tenete l’imperio, non rifiutano l’omaggio de’ ruicelli ; e nel medefimo modo accolgono i Rigagni, o le acqueRegie del Po,che al voftro Adria tico rendono copiofo tributo. Nel rimili enfo Dominio d’Italia, che in bella parte alla Serenità Voffra foggiace, non le fole Città magnifiche fi dicono di Venetia, la quale gode pur anche di eiTcr Signora^ delle