AL LETTORE. I come non i c , fecondo Diodoro nel Proemio delle <-vite dt Filippo, e Alejfan-dro, cofa più astile , e gioconda di njna^t Storia 3 ben compofia\ cosi non fi tritona-> lettione, meno diletteuole della fiejfa-j} cenando le fue parti non fon* or dinatamente teffute3 e fallano nelle regole 3 che l'arte à gli Scrittori prefcri te. Quanto il fare ciò fia diffidiceli cono-fce ogni <"vnoy che sàgli dementi, cheformano l* Hifioricomi-fio j in cui fi deuono inuejìtgare le Perfone} le Cattfe, il Luogo , il T empo j il Modoy l* /frumento} la Materia y e la Cofa; feniche fi »ueggaycome parla Str abone nel libro primo del laCeo-grafia, co’l <~uero il falfo, con la realtà intrecciata la fauola. Hor chi negli anni 3 che,figli di Saturno, fon diuorati dal genitore , potrà tali circofianzs truouare ? Se i lufiri muoiono , in (jualguifaponno far <~uiuere la memoria} e illufirarecon ^veri-tiere narrationi le carte ? E poi ,fe l'Htftoria è nel Greco idioma rvna ferie di attioni fatte} com'e pofsibile rintracciarla con tante interniti oni per mancamento, non di chi fece, ma di chi fcrijfei M