Libro Settimo. 5^7 Quefte furono le nouità, che chilifero l'anno 1572, per l’accortezza di I.uzzalì poco à noi glorioiòj e pcrta tardanza di D.Giouanni, non molto nociuo a’ Turchi , che,iè nulla fecero,nulla perdettero delle iòggiogate Città, e delle regioni di Cipri, quali tutto prigioniero de’ barbari. Se i noftri haueflèro viàta diligenza maggiore, almeno nel campeggiare à buon'hora, nonlòlotì farebbe racquiftato il perduto, ma, al ièntimento de gli Scrittori , fi daua icofli tale aldominiodi Seiimo, chel’haureb-bero vitto vacillante; già che per l’vrto dcll’vltima battaglia, appena in piedi fi foftencua. O Dio non volle per lenoftrecolpela gloria del Criftianefimo j ò perfuoi occulti giuditij perniile tanti fconcerti, che i Venetiani , penfando da vero a’ cafi loro, fi determinarono alla pace, qual ieguì nel ièttantatre con la celTìonc del Regno di Cipri , e del Cartello di Sopotò ; reihndo le altre frontiere nel termi ne,ch’erano prima di cominciai eia guerra. Ma Filippo Re di Spagna, che hauea già all’ ordine Tarmata^ veggendo,che non ieruiua più alla lega disfatta, comandò, che ne gifl'e con D.Giouanni à ricuperare Tu nifi dalle mani di Vlizzali, che ne hauea cacciato Amida, tributario dell1 A uftriaca Corona. Andò quel giouine, eva-loroiò Principe,e in poco tempoprefe la Città principale , il forte della Goletta, eBifcrta, che volontariamente fi refe. I e fue conquide però non furon dureuoli, poiché l’anno fogliente Sclimo rihebbe tutro, con grande ftrage de gli Spagnuoli difeniòri, e con la prigionia di Amidadicui,comedi palla, horasbalzandolo dal trono, hor folleuandolo, fi feruia la fortuna. Delle Tur-chefche iquadre,e legni fu conduttore Sinan Baisà,il qua*