prcfcnto quel > che ho, nel mio libro, che ilrigne l’heredità,non degli Auoli, che fi acquiita lenza trauaglio, bensì le facoltà dell’ingegno, che non s’hanno fenza fatica. Nò altra ricompenfa pretendo, fe non, che folo la Serenità Voffra fi compiaccia , che il fuo nome fi legga nel fron-tifpiciodell’Opera; poichéaisai conciò ricetto, /limandomi iìcuro dalle inuafio-m de’ maledici, che trafiggono la fama con la punta delle loro lingue, più che gli Arcadi, ògli Parti non feriuano corpi, con le punte delle faette. VnaCerua^ non era tocca.perche di Cefare ; i miei fogli non faran‘aerati, perche delvoftro eccelfo Leoiict E benche nel Cielo il Leone dia luogo a’ latrati della Canicula> à ogni modo, temendo forfi’l Leone,iui la Canicula non morde, e fe pur morde, fono ifuoi morfi, à chi li riceue, più lumi-nofi. Conferai Dio la Serenità,ed Eccellenze V offre per beneficio de’ loroVaf-falli, per difeia della Criilianità, per gloria dell’Vniuerfo,. mentre io a’ loro piedi