318 Della Hiftoria di Corfù : poco dolore de’Venetiani’l douer dare vna Città fedelini* ma, e popoli, chehaueanofparfoilloro fàngue,percon-ièruare la Patria iotto la Signoria di Venetia. E fi accrebbe la doglia, quando, confegnataa’Turchi Napoli,vollero più tofto i Cittadini abbandonar la culla de'lor natali, che non hauer fepolcro nel dominio della Republica, che amoreuolmente gl’accoliè, diftribuendoli ne’Regni di Cangia, e Cipri ; nella Dalmatia, e in Corfu, oue paf* iàrcao ièflànta huomini à cauallo, con tre Capitani, Agoftino Barbati loro Gouernatore. Hebbero nell'Ifo-la terre, e campi in luogo delle pofseffioni, e feudi, c’ha-uean perduto j e molti benefici predarono con l'opera loro, così in Corcira, che s’haueano eletta per Patria, come in terra ferma, e nel Regno di Napoli, per ièruitiodel Principe,da cui ottennero molti priuilegi periònali,e per gli loro fuccefsori lagratia di poter liberare tre condannati, ò banditi ne’tre giorni celebri dell’anno, di Pafcha, di Natale, e di S.Marco, come fu commefso con vna Ducale ad Andrea Gritti, allora Proueditor Generale. Si mantennero que’caualli lungo tempo , anche doppo mort'i Napolitani, ma hora vanno à poco, à poco mancando, non fòftituendofi altri viui à gli eftinti, e pur ìòd necefsari alle guardie delle riuiere, efpoftealle inuafioni de’vici ni corfari. Finì la guerra tra la Republica,e Solimano, ein Corfù ièneaccefè vn’altra più pacifica tra l’Arciueicouo Latino, e il Protopapà de’Greci, à caufa, che volea quello in-trometterfinella giurifdittionedi quello. EralArciue-icono Mafteo Veniero nobile Veneto,e il Protopapà Luigi Rarturo,huomo di più che mediocre letteratura,il quale, veg-