Libro Settimo. 373 in altro non è diiTimile alle vere, che nel fine, pugnandoli qui per odio, ini ibi per Thonore. Sfidò egl'i Corcirefi con vn cartello, le cui copie fi iparfero per le mani de'Cit-tadini, non auuezzi à ientir vanto foraliiero, lènza che procuralTero di agguagliarne la gloria. Diceuala fcrit-turio. Jl Caualier T olmiro, Principe 'Netrifco, procurando di far-fi fintile al Sole, che in ogni luogo rifplende y e nel nojìro, t_> nell’altro Emifptrio fparge lummofi raggi con continuo moui-mento ; doppo di hauerfatto conofcere altroue il lume dell Jua fama, defidera diffonda ne la chiarezza fopra Corcir». Ammirò l’/nfubre, il Ligure, e il Sannite ,gl’inuitti colpi della fua lancia ; e il Cretefe s’inuiluppò ne'lalerinti della confufto-ve co’lfio delfuoglortofifsimo acciaio. Il Latio, e la Grecia, furonofpettaton delle[cene, nell'uno, e l’altro luogo rappre-fentate da una pojfanza, che aflrigneua à comici applaufi l'ammiratene. e à tragici lutti l’arroganza degli auuerfart. In fomma del Pianeta maggiore cgh fatto emolo, c imitatore— all’Artico, e l’Antartico Polo fecearriuare la chiarezza delle—> fuegenerofe attioniy le quali su le uerdeggianti colline di Fea-cia uogliono pur fecondare le uerdure con la fperanza dif cura uittoria . ’’Non e douere, che quejla fola parte del Mondo, ouepe’l fuo arriuo ,fà il Sole di T olmiro, nel fuo Zenit, non^j nconofca lo fplendore della fua defìra. Ond’cgli, auido, chp—> n..'oi Caualieri Feacifate à parte de’fuoi benefici, u*imita a incontrare i fuoi raggi nelloJleccato y che fe bene il Sole, au-uezzo ad abbattere i Pitoni, fenza dubio ~vi farà cadere nell’-Eclitica del la Lizza. gloria fa la ^'ojìra l’ejfere da lui atterrati, effendo fommo udito il poter dir,che contro lui pugna/le. Superba, eorgogliofa di fouerchioparuea’ Corcirefi „ . la