Libro Quinto, iS? Eparco, fi determinò, che douendofi fortificar la Città iì fàcefl'e con la minor rouina pofl'ibile delle caie del borgo, che feruiuano per diporto de’ Corfioti, efìèndo loro (itati demoliti per l’addietro più di due mila edefici per lo fortificationi già fatte, oltre i danni de’ barbari : al che dal Principe fu prouifto con rifpondere, che qualora.» doueife principiare tal cofahaurebbe hauuto riguardo alla ficurezza, e fedeltà de’ fuoi popoli. Di più fi conchiu-fe, che ila ofleruato Pantico priuilegio del Conlìglio di eliggere il medico fifico, e il Chirurgo à fua volontà ò Cittadino, òforaftiero, dal Sindico Orientale conteiò alla Comunità, la quale per quefto hauea donato alla Re-publica le doane : che ficommetteffe a’ capi di mare, cioè al Proueditor dell'armata, e Sopracomiti, il prohibire alle chiurmei ladronecci particolarmente de’ legni fruttiferi fotto pena di pagar’eglino i danni ; e che per l’auue-nire il legnamedell’Ifola iìlaici per gli biiògni della guerra, chepotellènaicereperla volubile natura del GrarL, Signore. Epervltimo fi ordinò àtutt’i Capitani Generali ,Rettori, Proueditori, Gouernatori, Sindici, Capitani di Parga,e Butrintò,eà qualfifia altro Magiftrato di qualunque grado dignità,e vfficiojche debbano olìèruare e far ofseruarei priuilegi conceflfi, oda concederli a' Corsoti da quei, che n’hanno l’autorità, ò dal Principe, e dal Senato. Si aggiunte à quefti ordini il più necetfario,e fu 1’-armariì contro il Tureo,le cui moflè metteuano il Criftia-neiìmo in fofpetto di qualche funeftifima inuafione. Che henche fuifero con lui’n pace i Venetiani, non fi poteua-no promettere ficurezza alcuna, mentre chi buona fede non profeifa con Dio,poca fède fuole oiferuare à gli huo- mini.