Libro Quarto. 169 tendeua Leone la guerra contro Gcnferico tiranno. Ma quelli già con potentillìma armata folcaua l’onde ; e hauendo pollo in rouina le riuiere d’Italia, e di Sicilia, contro le maremme di Grecia fi riuolfè. Corcira, benebo ichiuaiie la Tua potenza, non puote fuggire la fila barbarie. Si difefe la Città, ma l’ifola fu fàccheggiata in modo, thè per più annifuccefle,in luogo dell’antica abbondanza , lacarellia. E fu marauiglia, che lì confèruaflè la Città, quando pochidifenfori dentro fi ritruouauano, effen-docócorli à riempir le naui, che in gran numero haueano mandato i Corcirefi à vnirlì allarmata di Leone, che (òtto il comando di Bafilifco contro il Vandalo veleggiau?. Doppo lungo errare pe’l mare incontraronfi alla fino l’Af ricano lerpe, e il Greco Bafilifco, à cui fi erano aggiunti molti legni di Antemio, per cui combatteuafi, o preflo Popolonia lì attaccò la battaglia, dalla quale fuggì Genfèrico vinto con pochi nauilij, che dal naufragio, dall'incendio, e dalla fchiauitù gli rimafèro. Quel, cho doppo tale (confitta, auuc ime, fi legge nelle Hilloi ie Vni-uerfali, doue può vederlo il curiofò,perche la mia, nè parla delle tante mutationi, che fi videro in occidente finche l’Italia fù in Regno ridotta; nè di Leone, à cui fucceflè vn figlio di fua foiella, pur detto Leone, il quale à Zenono Haurico fuo Padre rinuntiò l'imperio di Oriente. So ben’ io,che, morto Zenone, hebbe lo (cettro in Coflàtinopoli Anafhgio; e quello eilinto, fu (òlleuato Giuftino,chc lanciò fuo herede Giufliniano,il quale mandòBellifario alla conquilla d’Italia opprellà da’ Goti. Teodorico, vccifo Odoacre,fe n’era fatto padrone,e l’hauea lafciato ad Ama-‘«ifunta fua figlia, la quale daEutarico Vifigoto fuofpofo A a hauca