134 l>lia Hiftoria di Corfiu fu, clic vna viliifima creatura, dalle voflre fauole trafpor-tata fra'numi. Meglio per te farebbe il laiciare il tuo A pollo, e donarti à colui, che regge i Cieli, e l’Empi-* reo. O quanto di Apollo più fplende il noflro Chrifto ! Tu la iualuce non vedi, perche fèi priuo di lumi ; cho fe!ecito ti fuilè il mirarla, ti accorgerefTì, che più pura* /cintillajcheiraggidelfble,cheacciecano. Ma Cercil-lino, che hauea alato il Tuo mago, burlandoli delle loro parole, horsù via, fòggiunfè, vediamo fé coteflo voftro J)io èpiù potente di Apollo I Comanda poi à Zoito , che, in virtù di Apollo, operi qualche prodigio ; o Zoito,data vna gran voce fece,che non fòlo gli huomini, e le donne, ma anche gli animali , e le pietre di Corcira^ » cominciaflèrofrettoloiamenteà ballare. Al fuono delta magica voce fèguì il ballo, e parca fi auuerafTe la maraui-glia del Profeta, mentre i fallì, come pecorelle, f?ltaua-no. Non ballano però Giafone, eSofipatro, che cal-tauano il fermamento «/piedi; balla bene il tiranno , «1 quale, inuitandoal ballo la lingua, a"SantiriuoIto, o voichefarete, difleò fagliaci del Crocififlo ? Vibailal’a-nimo àfar fìmili marauiglie ? Nò, rifpoie Giafòne ; per-che noi le tacciamo al contrario di quelle opera l'inferno. Il tuo Zoito hà fatto muouer le pietre, hot attendi, e vedrai 5 e qu» facendo il fègno delfe croce verfo del mago il trasformarono in immobile fàflò. La moglie di Lotperla curiofità in iftatna di Sale, Zoito per l’infedeltà in coloflo di pietra fi cangia . Io non faprei dire/ ciò, che auuenne di quel marmo; poiché la Hiftoria* greca non ne fi mentione j il imo bensì, che Cerciliino , più duro di quello ; per togliere dagli occhi de’Gentili Teui-