44 Della Hi fioria di Corfù. che vinti anch'eglino fecero più memorabile la (confitta. Il inare Ionio diuenne roffo pe'l fangue, e di legni fracaf-iàti li riempirono le vaile pianure delTacque, inguifa, che parean campagne di terra, genitrici di tronchi. Antenne rotte, alberi fcheggiati, farti, remi, galleggiauan sù Tonde , di cadaucri popolate. I fremiti de’ moribondi fi ac-cordauan con quelli de gli orgogliofi flutti, i quali alla line, o fuperbi, o pietofi, dillaccaron la zuffa, la cui faccia orribile, perToicurità della notte, che iòprauenne, non lì vedea. Ritiraronfi a Sibota 1 Corintij, a Corcira i Feaci ; gli vni, e gli altri vincitori, e perdenti : ben’è vero , che maggiore fu il danno di quelli, hauendo perduto da feffanta naui con prigionia di molti nobili, che poi fu-ron caufa della rouina della patria loro. Più di trenta naui mancarono a quei di Corinto, e numero grandiiTimo di iòldati, vccifi quali tutti quelli del finiftro corno, e nella refi (lenza, c’hebbe il deliro,gran parte atterrati. I mede-lìmi Corintij concorièro alla morte de' loro; poiché trucidarono i prigionieri, fatti da Corcirefi, lènza conoicerli, quando di qualche legno faceuano acquiflo. Nè qui heb-be fine la guerra,maggiore ila Hata tra Greci, e Greci,per la quantità delle naui; poiché, ilimandofi vincitorii Corintij di nuouo feiolièro a’ danni de' Corcirefi, i quali con l’aiuto di trenta legni di Atene, che iòpragiunfero, ne girono a incontrarli : ma quelli, deporto l'orgoglio, dentro Sibota fi eh iufero, oue furono aifediati. La paura allora lucceflè all’audacia ; e il dubio di non potere più ritornare a cafa, li aftrinfe in modo, che (pedirono a gli Ateniefi ;dc’ quali erano capi Glaueo, figlio di Leagro ; c Andocidide, che nacque da Leogoro ; più meflàggieri, lagnan-