308 Delia Hiftoria di Coriù. cfciufa la Fortezza vecchia, ò la Perniola, che l’antica forma, benche migliorata, ancora conferua; e al doppio maggiore il voleano i Paefani, non confiderando, chele Piazze più grandi fanno per ordinario piùpicciola relì-ftenza. ¡Principi fanno ciò, che fi facciano; nèi vaflalli deuono inueftigare leoperationi, maturate ne’configli della prudenza. Chi vede Corfù loda 1 Venetiani disawezza , e inuidia vn Forte, che, lènza tradimento, non, può cadere,e vna macchina non meno inefpugnabile,chc bella, à cui fino le porte rendono tale ornamento, che mentre il peniìero nelle difelè fi ferma, godono gli occhi. Dietro al Riuellino, che fronteggia il Borgo di S .Rocco, fi folleua vna porta, che di Reale hà il nome, e la magnificenza, potendo concorrere di pari con le fabbriche più ìl-luftri,òde’Romani,òde’Greci. Ma l’opera più infigne è la Cittadella, oue rifiede vn Nobile Venetiano con titolo di Capitan Grande, e ducento fanti per ordinario vi allì-itono, oltre buon numero di bombardieri,necefl'ari per la quantità de’cannoui, chelamunilcono. Ellaiòpra vrb mallo di pietra viua rileuato iorge contro la collina di Abi amo, oue 1Turchi vn tempo vollero iagnficare, non Iiàac, ma i figli di Corcira, piantandoui vna formidabile batteria con gli auipici di Solimano. In iòmma fi principiarono da per tutto le fortificatiom’n quello anno, nel quale furono dal Configlio Corcirefe fpediti, per Amba-iciatori à Venetia,Girolamo Morello, Demetrio Triuolij e due Niccolai, Quartano, e Rificari, à fine d’impetrare dalla Serenifsima Signoria la conferma de’Priuilegi, e che fuflè conceifo a’padroni’l vendere à loro modo il vino,e le altre frutta delle loro poifefsioni ; il che ottennero, riicr- ban-