Libro Quinto. 2 30 proueàeranno alla, mjlra abbondanza , le altrui *vjgthe ci cònctheranno favoritissima quiete . Vungano bora i rumici ; foco temerà Cor eira fe hà Leoni per guardia , hà fapete ‘■voi ,fappiam noi, fanno tutti, che nel tempo della no-fira rifluitone non fi potea fapere à chi douefstmo prejìarc omaggio, fe Otone di %ranfuicche,gh Angioini, e Ladislao,pre-tendeuanoà rvn medeftmo tempo la Signoria. Tre captfacea-«O'T'« Cerbero, fe noi rejìauamo, non ci farebbe fiato lontano ‘Vn inferno di tumulti. L’inferno, ch’e nel profondo , accio potefsimo fuggirlo, à noi perfuafe di folleuarci. E ci farn ‘-veramente folleuati,perche l’abbajìarfi a 'voi, Screnifstmo, è 't n 11 "rtofo follcuamento, Così