li6 DellaHiftoriadi Corfù. fcrmatione de’ Tuoi priuilegi. Ben’c vero, che poi pofe, iòrtopra l’ordine delle cofe, eia clemenza cominciòàmutare in tirannide; poichetolfea'nobilii loro feudi, eà molti Prouenzali , e Italiani , li diede; poiè nell’Ifola vn Bagliuo ,ò Maeftro Malfarò, e tre Giudici, acciò col mero, c mirto imperio, amminiftrailèro la giuftitia ; leuo l’ArciueÌcouo, e Clero greco dalla Cattedrale, e con licenza del Papa la concedè àvn Prelato Latino. E perche i Grecilagnauanfidiqueftovltimo fatto, egliper-miiè, che trenta due Canonici del rito greco con altrettanti nobili Corfìoti creaflèro vn Protopapà, e Coroepil-copo, àcuilpettaflèrolecaufe di quei, che alla greca, v iueano. Sette dignità ecclelìaftiche, e otto altri Protopapi per gli Greci diftribuì in tutta Tlfola, nella quale la-Iciato fufhcicnte prefidio, fcioliè contro il Paleologo, e gli preiè Lepanto, ePatraflo, Vonizza,e molti altri luoghi, e Ifole nell’Arcipelago ; e più gli toglieua, fc la, morte di Giouanni XXino’l richiamauaad afììfterc alla, creatione del nuouo Pontefice, come ch’egli era Senatore Romano. Pretcìè far Papa vn Francete, ma i Cardinali oftinatamente lì oppoièro, e doppo ièi mefi di Con-claue, Niccolò Terzo della famiglia Orfina crearono . Conuenne à Carlo hauer patienza, la quale più eièrcitò, lèpuren’hebbe, nelle iolleuationi di Sicilia, chevccifc/ i fuoi iòldati, e agli Aragonefi fi diede. I Siciliani di natura gelofi, non potendo patire la libertà, da loro ftinia-ta licentioii, de’ Galli, à iòmmoda del Paleologo, c incitati da vn tal Giouanni di Procida, che ordì, col fignerli pazzo, la congiura, il giorno di Pafqua à hora di vdpro, in tutt'iluoghidcH’IfolaiFranccfi crudelmente trucidarono,