3 po Della Hiitoria di Corfù ? dentro le mura,non folo i Cittadini, ma buon numero di Villani, corfi alla folennità da diuerfi Cartelli. Si vfaro-no j per troncarne le radici diligenze grandiiiìme, efrat-tanto gli Proueditori alla Sanità inuedigauano il modo, come potedèro venire in cognitione del primo Temo del male. Doppo rigorofi procedi feppero, che vn Ser-uitore di Odigitriano Sarandari, loro collega, dentro duefacciolettiTurcheichiThauea introdotto in Cafa del Padrone, da doue s’era il morbo fparfo per le altre contrade . Hauea quel ièruo hauuto que’ lini da non sò chi,doppo chebbe prattica vna naue foraftiera, fenza foipetto alcuno di pede, e parendogli belli uellauorone leceva, dono alla Padrona, che li fè riporre dentro vna cada da^ vnafuafigliuola, laqualemorìin poco tempo. Accor-ièro, come s’via, le Dame a' funerali, e abbracciando Madre, e le altre congionte della fanciulla morta, alcune furono tocche dairmfettione, che in più luoghi orgogliosa comparue. Fù fubito il Sarandari con tutta la Famiglia mandato al Lazaretto, e come complice, innocen-tidìmo per altro, del fallo, hebbe da’ fuoi Compagni, o da’ pubìici Rapprefentanti fentenza di morte, qual lìefe-guì, con graue dolore de’ Nobili, che, quafi tutti, Tha-ueano per loro Auuocato. Il fecero venir fuora del Lazaretto, e ordinandogli, che fi confeifadè con vn Reli-gioiò, c’hauean condotto à tal fine iòpra vna barca, com’ egli fece, à colpi di mofchettiPvcciièro. Così Sarandari fenza difeiè, lènza pietà, lènza delitto cadde vittima delPinuidia, non della colpa. Egli era Auuocato principale: bada ciò per far conoicere,che il fumo,che có la fua eloquenza metteua in faccia à gli altri, fù cauià di