Libro Quinto. 231 riVinimico, fé non fi vuole in cafa propria la guerra. Vn buon porto è caulà, le non di tutta, almeno della metà della vittoria ; e chi cede vn ottimo fito al Tuo auueriàrio, di à intendere, che poco ftima la perdita. Ragioni,per le qual’iVenetiani, non folo non rifiutarono le prime velleità de Coi cirefi, come dal Conlole furono auuiiàti, ma intraprefero il negotio co tale ardore, che fubito Ipediro-no publiche cómiifioni à Gio: Miani, Generale del golfo, appoggiando alla fua prudenza la riufcita di faccenda così importante. Paolo Morofini nella fua Hirtoria,in luogo di Miani,Icriue durano ; ma falla nel cognome, benche ncj nome di Giouanni non erri ; poiché dalle fcritture autentiche, che firegiftrerannoquìfotto, ficonoice, che al Miani, non alCiurano, furono mandate le commiifiorù di negotiare co’Corcirefi. Giouanni,che ne'publici maneggi hauea pochi pari, fi accinte all’opera, e facendo prettamente vela fi condulle alidi di Coriu,oue con legni di ftraordinarioamore fu riceuuto. Nè i dilàggidella^ nauigatione il puotero trattenere, che non fi portarti’ lènza dimora al Conlìgi io de Corfioti, cheTattcndcua ; ef-fendo non meno quello bramolo di aiTicurarc la patria*, che quefto anziolb di lodisfarc Venetia. Efpote in tem-plici parole i comandi del fuo Principe, e ii diffulè nel rappreièntareal communedi Corcira il defiderio,c'hauca la fua Republica di protegger Corcira, eilbifogno, che hauea Corcira di eHèr proietta. Le infidie de’Genouefi, la loro forza, la luperbia nel dominare, la pretenfione di trattar da fchiauii valfalli, eimali,chefuccederebberote l’ifolaandaflè in potere di quelli ; furono parte deldifcor-foeloquentiilìino del Miani. Soggiunte poi, che 1 Veneti