Libro Terzo. 121 ui ano vccifitutt’i fanciulli, egiouinetti, le toliè gliantichi priuilegi, e da libera la fè ièrua. Qui fi trattenne per fabbricar naui nel porto dolce, eifendo iui, fecondo Dione , e Sabellico, vn nobiliifimo Arfenale, ricco di ogni cofa neceflaria a tal fine. Co’ legni, e galee, fatte in Corcira egliiciolièa’danni di Antonio, eilviniè, percho Cleopatra alla vifta del nimico toliè la fuga, qualièguì l’ammaliato Antonio, che potea iperare vna bella vittoria. L’vna, e l’altro in Aleflandria di Egitto ricuouraron-fi ;el’vna, e l’altro tolièro poi per diiperationeil veleno. Veleno pur’hebbero iCorcirefi, quando, doppo la battaglia, humiliatifi al vincitore, bencheotteneilòroleiò-ftanze, non puotero da lui impetrare la libertà: onde con-uennc loro foffrire amarezze (otto l’imperio di vn Prefidente, che con molte militie, e con ampia autorità, vi lafciò Ottauiano, che fece ritorno a Roma trionfante di vn mondo. A’ tempi di coftui nacque Crifto Saluatoro dell’Vniuerfo in Betelemme di Giuda da Maria Vergine, eilendo l’orbe vniueriàle, doppo la battaglia, in aurea., pace; e doppo lafuamortehebbel’Imperialdiadema^ Tiberio. Se io fcriueflì le Hiftorie Romane, fareimentionedel modo, co’l quale, à onta di Germanico, che nacque da_, Drufo, e da Antonia, figlia di Antonio, e di Òttauia, fo-rella di Ottauiano Augufto, egli arriuaife à tale grandezza; ma perche hòper foggetro le anguftie di vn Iiblo^, dirò follmente quello, che rartedelloicriueremiper-» mette. Fu dunque Imperatore Tiberio, ma Germanico imperaua ne’ cuori del popolo, incatenato al fuovaflàl-^ggio dalle fue dolci maniere, e della memoria degli aui. R Di