'3 p z Della Hiitoria di Corfù. Ma fé Dio fòfpefe da Corfu il flagello,{caricarlo fi compiacque fopra di Napoli, con l’incendio del Vefuuio, che all’Italia apportò terrore grandiisimo, e alla Campagna Felice infelici rouine. Se in Corcira Spiridione fece l’vf-ficio d’Hercole nell'vccidere il velenofo fèrpente; in Par-tenope S. Gennaro fi portò da Alcide nell’atterrar l’audacia di quel Monte, che da lètte bocche, à fomiglianza del-l’Hidra, vomitaua fiamme, con deilruttione del vicino paeiè. Le gratiede’ Santi cagionano diuotione ne’popo-li ; ond’è, che in Napoli fi vide riforma ne’coflùmi,e ìil, Corcira fi attefe a’foli eierciti; di diuotione,fra’quali fù la traslationede’Corpi di Sant’Ariènio Arciueicouo, ede SS. Sofipatro, e Giaiòne, che, del numero de’fettantadue Difccpoli, erano flati gli Apoitoli dell’Iiòla, da loro con-uertita alla fede, come fi è detto. Erano le venerande Reliquie nella Chiefa de Santi Pietro, e Paolo, dentro la. Vecchia Fortezza, eflèndo quella la Cattedrale ; ma perche, doppo la fabbrica delle nuoue mura,fu eretto il Duomo nel mezzo della Città, co’l titolo de’Santi Giacomo, e Criftoforo ; fi trasferirono {biennemente qui nel i 63 2, e furono dentro vago depofito conièruate. Fù anche allora concertò dal Senato all’Arciueicouo, per fua refiden-za, vn Palaggio, vicino alla fudetta Chiefa, che dallaj Communità, due anni auanti, era flato fabbricato per vnode’Coniìglieri, che iùolehabitare in Città, dando l’altro in Fortezza. Ma la trafportatione di que’Santi dentro il Duomo dell*Arciuefcouo Latino non fù coii> pregiudicio del Clero Greco, à cui è lecito ogni anno, nel giorno della feila, Pvfficiare fecondo il fuo rito, e fa re ne’Vefperi la Proceifione da dentro la Sagreilia. Noi vor- reflìmo