Libro Quinto. 235* ftltdum conferir fi, e prefentarfy per nome S indicatori o, £-* Procuratorio, a‘ piedi della predetta Due al Eccellenzjty o attutiti a (iéfcun altro, e domandare, e [applicare, e ottenere tutte Ics refey chefi contengono ne' capitoli fgillati, e confegnati loro dalla fudetta Vntuerfità di Cor eira.. E particolarmente à efsi Smdict s’impone di dimandare lettere , priutle/i 3 mandati , grane j e ottenere lecofe, che ne* capitoli fi racchiudono / e rutto ¿¡nello} che effa V*nuerfita potejfe, e far douefie, fe fuffe pre-fente / promettendo, e obligandoft la medefima Vniucrjità batter fermo , e raro ctòy che per efsi S indie iy e Procuratori, ò da—> etafeuno di loro farà fatto y e accordato. In fede di che lo predetto fiotaro publico lefudette prornifstoni, procure y e obltga-tioni, folennemente y e legittimamente ho flipulettoacciò à tjuefìofndtcato 3 e fcrttto publico di procura fi pofsi preflar fe- de indubitata. E il pre fente publico frumento e fato fcritto tto y publie fra y il (juale à tutte y e a ciafcuna delle permejfe cofe y chiama- fer mano di me Ciouanni fudette, publico notaro, come difo- to, e rogato yfono fiato pre fente. Segnato dal mio folito fegno3 e mia fottofcnttione%y e roborato con la fottofrittione del Giudice, de' tefìemonìj, e huomini della predetta lrntuerfttà, fecondo il Jolrto cojlumc (tpc. Tal tu lo finimento, che a* loro Ambaciatori diedero 1 Corfioti, al quale, per fuggir la lunghezza, hò tolto alcune parole fouerchie, benche necclfarie allo itile notaresco,e all’viò di que’tempi, che attendeuano piùall’eiprcf fione de’concetti, che alla coltura de’ periodi, e della lingua . E perche in quello fi fa mentionc de' capitoli figliati , volentieri li metterei qui per curiofità de' lettori , quando non fi poteflcro leggere nella Ducale, che fu fpe-ditadal Priacipedt Venetia, doppo gli vffìci de’ Meflag- I i 1 gieri