140 Della Hiftoria di Corfù. trafiggon la carne. Ma dal Siggittario il fole di Corcira ] ch'eri in Vergine,cominciò à traTcorrere per l'eterno Zodiaco , oue gode i legni della diuina miièricordia. Morì Corcira a’ cinque di Aprile alla preiènza di Teodofio,chc icrifle gli atti del Tuo martirio, diede fepolcro al Tuo corpo , alla finiftra di Criftodolo il moro, dentro della Città, mefta per tante ftragi. Vergine gloriola, di cui, più dell’antica Corcira, fi vanta Corfù, ò quanto mi fpiace di non potere al tuo nome confagrare, che neri inchioftri, iiauendoti per altro dedicato candidi gli affètti dell’animo ! Tu, c'hauefti nimico il padre, non ti (cordar della patria, che brama la tua protettione, giache la tua amici-ria non merita. Nella gloria, oue Tei, fe non perderti leder Corcira, della tua Corcira fouuengati, e il nome communc ti perfuada à rimirarla con benigne pupille. Così dall'empio genitore fu trucidata la figlia, ma quella, chef u generata pe’l Cielo, al ciclo folleuoiiìcon l'anima, quando ilcieloaterradifcefefoprailfiioCorpo. Nella, fua tomba la nottefplendeuano {curane faci, cvdiuanfi angelici concenti $ onde potea diri! vn icpolcro cantoria dell'empireo. Ma Cercillino, ch’era tigre, à quei Tuoni, à quelle molodie più crudele diuenta; e sfogar noiiv potendo la rabbia contro la morta, la morte apparecchia a’ viui, e al quarto atto riduce la tragedia, douendo egli rapprefenare il quinto co’l meritato caftigo. Dentro vna gran caldaia, piena d’oglio, pece, e catrame i Tette Santi ladroni fe mettere ; indi acceTo vn grandiiììmo Tuoco volle àpoco, à poco liquefare le loro membra. Mirallegro con voi, ò fortunati mafnadieri ! L’oro cercafte, in oro vi fieteconucrtiti, ladoue il tiranno, per raiiinarui, vno