io8 Della Hiftoria di Corfù. cera fi videro frale fquadre Romane, da Marco Valerio Leuino Pretore guidate. Non fi confufe Taftuto Xeno-fane, e, nel raccontare la caufa del fuo viaggio, finiè di dfer mandato da Filippo a Roma , per trattare, a nome del fuo Re la pace : cofa, che riuicì a Leuino di tanto gu-fto, che, fenza riflettere alla frode, honorò gli ambaicia-tori, li ipesò lautamente, e poi dando loro guide pratti-che del viaggio, li fpedì veriò la fua Republica, a cuiipe-raua apportar con l’amicitia del Macedone qualche iollie-uo.Ma furono appena vicini a Capoa,che Iafciando i condottieri del Pretore,fi auuiarono a ritrouare Annibaie, co cui accordarófi, che vnite le armi Cartaginefi, e Macedoniche, fi guerreggiaifè a nome commune contro i Romani ; quali deftrutti, a danni della Grecia le vne e le altre fi riuolgeifero ; e che quefta fuflè di Filippo, e Tltalja di Cartagine. Con tali patti furono licentiati Xenofane, e compagni, aJ quali aggiunte Annibaie fuoi ambaiciatori, acciò vie più ftabiliilèro col Re confederato gli articoli della lega. S5imbarcarono, per fuggir rincontro di Leuino , nel mar di Partenope fopra vna naue, la quale veleggiando verfo il Faro, ò ftret'to,che la Sicilia dalTltaliadi-uide, fù veduta dalTacmata di Valerio Fiacco, che guar-daua le Spiagge della Calabria. Erano qui molti legni Corcirefi, i quali volociifimi nel folcar le onde fi poiè-ro dietro alla naue, che a vele gonfie fuggiua; e pre-fala in poco tempo a Valerio la conduifero. Stimò Xenofane ingannar coftui, come hauea ingannato Leuino, c diffe, ch’eflfendo mandato dal fuo Re a Roma, come ne potea far fede Leuino, e per elfere tutta la Terra di lauoro in potere de’ Cartaginefi, non hauendo potuto palfaro x auanti,