376 Delia Hiitoria di Corfù. di. A bizzarri falci del deftiere patteggiò lo (leccato, pre-coriò da trombe, e tamburi ; e accompagnato da vn de’ Giudici eletti, e molti Caualieri, che vollero honorarlo, eifendo egli per altro corteiè, e affabile di natura. Molti palafrenieri, con liurea fuperba, conduceuano à mano alcuni caualli, che douean feruire di muta, qualora il primo fu ile (tracco per le carriere ; e molti ferui, ornati di mille gale,faceuanoilfuoingrelfo più maeitofo. Nè tardo à comparire dall'altro lato il Lucani, il cui padiglione era, prima porto di quel dello Scliri j anch’egli con vn de’ Giudici, e con nobile comitiuadi Cittadini. Circai luoni, i caualli, e l’accompagnamento, non differiuadul Meo; era bensì diuerfo nelThabito, ellèndo vellitoda, Ninfa, per ofseruare quel,c’hauea promefso al fuo auuer-fario nel cartello, di vincere il fuo Sole con Corcira, c'ha figura di luna. Era ben di iòtto armato,ma l’acciaio dell’ vsbergo, coperto di feminili ipoglie, non fi vedeua. Sul capo hauea corona di alloro, per contraporla al colore/ del Meo, che fe co’l verde fperaua vittoria, il Lucani con l’alloro fi prefagiua il trionfo. Hor ecco vn Onfab poit’à fronte di Alcide, vna Dalida di vn Oloferne. Cat-tiuo e l’augurio, ma farà pocodiifimilela fortuna, che incontrerà il Viterbeiè co’l Lucani, e poi in tutto eguale* nella pugna sforninatiflìma con Io Scliri. Fatta lacom-paria, i’vno, e l’altro gioftratore fi ritirò, per aipettaro, che fi barncafse l’arringo, acciòièruifsc di argine alla folla ondeggiante, e di regola alcoriode’ Caualieri. icoppiandoinorribil fuono le trombe, furono ambo in-» fella, benche il Meo, preuenendo l’auuei fario, fu(segtf° fino al fuo padiglione, à toccargli con la fpada lo (cu io in