I fcrijse ? Molti lumi, egli è mero, nell’ofcuro dell“Antichità ho ritratti dall’ingegno lumina fo dell'Eccellentissimo Signor Giovanni Cicala, lettore di Filofefìa nel Ho di Padova .qualche—» aiuto nelle medaglie mi diede il Signor Spirtdione Auloniti, Nobile mio Concittadino , che nello jludto delle cofe recondite , benchegioitine d’anni,non la cede a più 'vecchi.ma in tanto buio, che mi poteuanogiouare due ¡tutto chefplendentifsime,faci ? 10 meramente, tali cofe confider andò, ho per molti anni ripugnato à dare in luce la mia Storia, che farebbe nelle ombre ri-mafia , fe le continoue tjìanze degli amici non m'hauejfero per-fuafo à far la mia parte nella comedia del biafimo fra molti recitanti di pica ola leuatura, che pretendono applauft nella feena del Mondo. Si aggiugneua al miogenio rejt 'io /’auuertimento dt Lucio Vtues, che più, com'egli dice, ddfoggetto ¿ddgujìo à chi legge la buona elocutione dello Scrittore y per la quale fono cosi famofi Liuto, Tacito, Tucidide, e altri, cosi Greci, come Latini : onde, non potendo promettermela dalla poca mia efper lenza nel comporre , ¡limano meglio lafciare <~una Selua, o raccolta, à qualche penna, della mia pia elegante , e meno infeconda . E che può fare nell’Italiano idioma njn nato fra’ Greci ? Cor fu è la mia Patria : e ciò bajìi, per efprimere, _» 11 Latio non mi f mminijìra quelle 'voci, chefon necejfarie 'vn parlare, nè natio, ne molto familiare al paefe , oue nacqui . Ma non iflimerei queflo di grande nheuo qualora mi po-tefsi accertare delle altre parti della Storia da me, con fatica, non soperòfe con metodo, ricauata dagli Annali, e da' Mz-nufcritti , che logori dal tempo, appena mofìrano intero qualche carattere. Mi confola folo il detto del mede fimo f^iues, Satis eft HiftoriiE fi i'jt vera ; e in ciò pojfo affermare di noru> hauer fallato ,• hauendopiu toflo le glorie dell'ifola, e Patria b 2 mia