24 Della Hiftoria di Corfù diecc miglia lontana veniua l’acqua, fopra nobiliflìmi aN chi, a fecondar la Città, non perche quefta ne foflè Icarià, ma perche comparifse più, vnita alla magnificenza dell’a-quedotto, la naturale abbondanza. Tra due lèni di mare iedeua Cherièpolije l’vno,e l'altro feno era capace di molte naui,ambo frequentati non meno da’ Greci,che da’Ro-mani ; però più quello, che a deftra della terra fi diftende-ua : poiché meglio chiufo all’entrata de’ venti,e nella bocca difefo da due torri, e dalla catena all’ingreflò de’nemici vafcelli, inuitaua i marinari a ripofarui con ficurezza maggiore. Fù quello porto da DionCallìo in lingua greca detto, TAvKvq^j/uliù, cioè Porto dolce ; non a caufa dell* acqua, che veniua dal mare, ma per quella, che correa dalla terra in molti limpidiflìmi fiumicelli. Tal fu Cherièpo-li. Hoggidì il porto pieno di feccagne alimenta copia di pefci ; e della Città, per opera de’Goti, che la deltrullèro, non lì veggon, che le rouine : ma i refidui magnificvdi templi, di archi, di teatri, difcolture, di fabbriche, ancorché caduti iòlleuano la gloria di vna illuftrilfima terra, la quale, non potendo ftare lènza habitatori viui, in vece de’ ragioneuoli, alimenta i vegetabili’n molti vaghi giardini. Vna Regia diuenneHorto in Corcira, e in Roma i Regi, e gl’imperatori fi videro diuenire hortolani. Cincinnato, doppo tante vittorie coltiuò la terra nel Latio, nella Grecia la trionfante Cherfopoli è coltiuata non più dal ferro, madalla zappa. La figura dell’antica Città vedrai, per piagnere le miferie del mondo, che pretendendo con le variationi abbellirli, da male in peggio del continuo trabocca. Mirala lettore, e confiderà chihora giace, quanto fuperba forgeife. Tal