6o Della Hiftoria di Corfù vna naue Attica, la quale, poco prima era arriuata per trattare accordo co’ Corcirefi, a qual fine fi trouaua nel porto anche vna galea di Corinto. Spauentato il popolo decretò per allora, che per gli foipetti e degli vccifi, e degli vccifori, non fi potendo fidare ò degli Ateniefi, ò de’ Coriniij, non fi laiciaifero alle Corcirefi (piagge accoftare le naui nè degli vni, nè de gli altri, fè non vna per volta 5 e dopo il decreto ipedirono ambafciatori ad Atene, quali, per ordini del Senato di quella Città, furono imprigiona-ti’nEgina. Duro per l’ingratitudine contro gli Ateniefi, ma non dureuole fù il partito preiò, e li videefimerala quiete, che più di vn giorno non puote durare. I Lacedemoni, già dichiarati nimici di Atene, doppo di hauer tentato in vano l’imprefa di Lesbo, ifola foggetta ad Atene, rinforzata Tarmata nauigarono verfo Corcira,per dar calore alla làttione de’ nobili : arriuarono in tempo, che più bolliua-no le dilcordie, quali co’l nuouo fuoco fi auualorarono. Erano i legni Lacedemoni) a vifta della Città, quando fucceife la morte di Pitia, e degli altri Senatori ; e, ò che fuflèro auuifati, ò che iòfpettalfero dalle voci qualche tumulto, ipedirono dentro vna rinforzata galea, co’ ioldati della quale i nobili fi rifolfero alla fine di aflaltare il popolo, e farne crudeliflìmaftrage#. L’aifaltarono con violenza , con violenza molti ne vccifero ; ma vnita eifendofi la plebe, che fi armò alla difefa, comincioflì vna pugna da non finire per poco, fe non fopraueniua la notte. Il popolo fi fortificò nella Rocca, oue con la peggio della zuffa fi era ritirato j i nobili occuparono il porto, e la piazza, trincierandofi con gli fteccati. Spuntò l’alba rubiconda, foriera •