Libro Quinto. 27 3 con Tue lettere Carlo Re di Francia all’impreià di Napoli c Carlo, che com’herede della Caia Angioina vi pretendeva, non fu reftioà dar orecchio al partito, àcuifidi£ pofe con tutte le forze del Regno. Era morto Ferdinando, e Alfonio, che gli fucceife, hauendo preientito tali apparecchi, anch’egli, collegato co! Papa, alladifeiàfi accinfe : ma rotto Federico di Aragona nella Liguria da, Ludouico di Orleans, e hauendo i Francefi iòggiogate, le maremme della Toicana,prefa la Città di Pifa, e aitato il Pontefice à far pace ; Alfonio, diiperato di difendere il fuo paefe, oue non poch i baroni tumultuauano à fa-uore di Carlo, che ièguiua il fuo viaggio vittorioiò, co'l teforo fi ritirò in Sicilia, hauendo prima rinuntiato il Regno àFerdinardo fuo figlio. Si dimenò bene il giouinet-to per qualche tempo, però non puote lungamente refi-, ftere all’armi del Gallo, che in brieue hora di ogni Pro-uinciafpogliollo forzandolo à fuggire all’Ifola d’Iichia , qual fola gli era flmafta. In tale ftato eran le coiè, quando apriron gli occhi! Pontefice, l’Imperator Mailìmilia-no, Ferdinando Redi Spagna, iVenetiani, e il medefi-mo Ludouico Sforza, eccitator della guerra. Quefti , fofpettando, che Carlo agognaflè alla monarchia d’Italia, fecero fra di loro lega offenfiua, ogni qualunque volta^ vn di loro fuife attaccato da Carlo e perch’egli, doppo la vittoria di Napoli,, fi voltò contro Roma, da cui fug-gilìVl Pontefice, apertamente i collegati fi dichiararono . Onde Carlo, che non volea eifer chiufo fuora di Francia, prefidiato il Regno,co’l refto dell’efercito prefe la via dell’ Alpi; ma fu! Taro hebbe duriifimo incontro con gli {quadroni Veneti, e Milàiiefi, co’ quali fece fatto d’armi con ¿70 o dubia