Libro Terzo. ni abbaili la gloria mia ? Ma poi, compatendo allo flato di quel mefchino , il fece Tuo commenfale , e feco il conduife [ ù Corcira, in cui fu il Confole riceuuto come trionfante » non folo per l’allegrezza della felicità dell’amica Roma^ , ! però anche a caufa, che l'ottenuta vittoria aificuraua^ a Core irefi il loro dominio, fouente da’ Macedoni danneggiato . Lucio Emilio eiTendofi per alcuni giorni con-, l’eiercito, rift orato, iciolfè per Roma, ouel’afpettaua-. vn gloriofò trionfo. Tra catene fi videPet&o, ilqualo poi con Aleffandro fuo figlio confinato in Alba, doppo quattro anni di prigionia, per la meffitia fi eftinfe. Grande efemplo per coloro, che non credono a quel, che dice Dauide, che Dio depone dal foglio i più potenti, e fopra di loro gli humili, e depreffi folleua. Emilio, vilipefo prima da molti, di Perfeo trionfa, poco fà offequiato da tutti. Se la fuperbia fempre afeendeflè col tempo batterebbe di capo nel fermamento, e per lei farebbe alla fine troppo balfo l’Olimpo . Doppo Perfèo forfè nella Macedonia vn tal Filippo , che fignendofi figlio di quello, natogli da vna concubina, di tutto il Regno, parte con-, la forza, parte per volere de’ popoli, che mal foffriuano l’imperio de’ Romani, fi fece Signore ; e, hauendo vinto, c vccifò Marco Giuuentio Pretore con vna legione, ne-» godeua pacificamente il poifeffo. Contro coftui, che-* per le fue fauole Pfèodofilippo fi diffè, fù mandato Quinto Metello, il quale aiutato da’ Corcirefi, in vn fangui-nofo fatto d’armi, ilvinfè, e fece prigione. Quindi ri-uoltò l'efercito a’ danni de' Corinti], che haueano barbaramente trucidato gli ambafeiatoridi Roma, che a nome del Senato giuano a componer te difeordie, e folleua- tioni