Libro Terzo. 14 9 alla prefewa di tutte le legioni. In tal guifa honorauano i buoni Imperatori le genti della noftra Corcira ; onde mi marauiglio, che coniaflero monete à Commodo, cho fuccefle à Lucio Vero, e à Marco Aurelio Tuo genitore ; poiché federato egli fu, epiùtoftofimilealTinceftuofa Fauftina iìia madre, che al buon Marco fuo padre : fe pure fugli padre Marco, e non più torto qualche gladiatore, ò marinaro, co' quali iòuente fi miichiaua l'infame, e indegna Imperatrice. Ma fcufinfi gli antichi Corfioti, fra' quali fi douea permettere l’adulatione veriò del Principe : anzi fi feufino, perche quelle medaglie llamparono iiu tempo, che Commodo era giouinetto, allora cha da fuo padre fu dichiarato Cefare, e fuccellòr deH’imperio. Vc-cifo quefto da’fuoi, Elio Pertinace, che nacque da vru Libertino sù le montagne della Liguria, hebbe il dominio Romano, e da’ Corcirefi la gloria delle monete corL, ragione ; poiché da lui ottennero quefti quello, che à gli altri pertinacemente negaua. Nèle fue obligationi altri • mente permetteuano, conciofiache i Corfioti l’aiutarono con le loro armi, e armate contro de' Parti. Più à ogni modo furono fauoriti da Settimio Seuero, erede della fignoria di Pertinace, come fi conoice da’ grandi iòc-corli gli diedero nella guerra Partica, e dalle monete im-predè non iòlo al fuo nome, ma à quello di Geta fuo figlio, e di Caracalla, che, doppo lui, Imperatore diuenne. E bcnche Baflìano Antonino Caracalla fufiè empio, con ciò tutto la buona memoria del padre operò, che i Cor-cirefi fu’l rame incideifero la fua figura, e in vn altro quella di Placilla fua moglie, à cui liuellarono tre medaglie, Di Opitio Macrino, che doppo Caracalla imperò,