281 za. La Marziali aggiunse un’ aria allo spartito, e quanto alla parte affatto secondaria di Lisa, si meritò qualche lode. In generale 1’ opera ebbe un esito men che discreto: e’non pare che siasi posta troppo gran cura nel metterla in iscena, e i luoghi più belli, quei classici luoghi che per la soavità delle loro armonie son vivi nella memoria e negli orecchi di tutti, han perduto quasi tutto il loro potere. Se ne possono in gran parte ringraziar i cori, d’animo forse concordi, ma molto tra loro discordanti di voce. Poi questa Sonnambula è sì povera ! la gente non ha di notte nè meno il lume, e 'a per le case, come le ombre, al buio, e non pertanto ci vede chiaro; il conte non trova nè ©eno un letto su cui riposarsi dalle fatiche del lungo viaggio e dee star contento al più meschino canile, sotto forma di sofà, su cui, chi lo lece, certo più non si asside. Le generazioni ci passarono sopra, e par che ci passassero sopra anche i topi, almeno e’ ne rosicarono il copertoio da piedi; tanto che il pubblico non medio-fremente se ne scandalizzò e ne diede altissimo segno. Non so s’io avessi diritto di far tutte queste osservazioni : il signor Giusto Piccino me