265 si con eguale squisitezza e buon gusto* ma nessuno rendeva più bella è nuova apparenza di quell’ andito, che cinto di cristalli e di specchi, prolungava e ripeteva la vista della scala, dell’atrio e della sala, addoppiando co>ì lo spettacolo: tanto lu ingegnosa ed industre l’opera della nuova ristaurazione. Il perchè ogni lode si vuol fare alla Presidenza che cosi bene provvide e .agli onesti trattenimenti ed al decoro della gentil società.’ XXVIII. Gran Teatro la Fenice. — Maria Padilla, parole del signor Rossi, musica del maestra Donizetti (*). Le Marie non furono mai fortunate in teatro. Cerchereste Maria per Ravenna se volente trovare una sola Maria, che fosse veramente piaciuta. Tutte le Marie sono belle e infelici, romanticamente parlando. Il libro vi avverte, che vi convien pronunziare Padiglia, appunto Come spadiglia, e maniglia: 1’ avvertenza è [*) Gazzetta, del 17 marzo 18-13.