317 fosse trasformato nella immagine di queste due care angiolelle, che trattano in modo sì mara-viglioso il violino? Nè ha in ciò dire esagerazione veruna: tutti i giornali di Parigi, di Vienna, e pur testé di Milano, loro resero eguale giustizia ; eguale per tutto fu 1’ entusiasmo da loro destato. Non sapremmo a noi stessi ripetere ciò che l’altra sera elleno ci fecer provare. Il singolare contrasto tra ciò che avevamo pur sotto gli occhi e le idee più ricevute e comuni ; quella perizia, quell’ arte sì squisita e matura 'n una natura sì tenera e giovinetta; tanta forza di sentimento in un animo ancora sì vergine; effetti armonici sì giganteschi, raggiunti con mezzi in apparenza sì deboli, vincevano la nostra immaginazione, e noi eravamo rapiti quasi nel regno dei sogni; non ci parea vero il vero. Non entreremo qua ne’ secreti misteri de’ suoni: sarebbe opera vana e perduta; nè noi varremmo, nè altri forse varrebbe a disvelarli. Basti che la maggiore sorella, eh’è anche 'a più provetta nell’arte, la Teresa, sonò il lar-della fantasia del Laffont nella Muta di JPor-tlci in modo così maraviglioso, che tornarono