20 rive, alle finestre, o nelle barchette lungo il Gran Canale, non più tacita e muta scena di meditazione a chi cerca i monumenti delle nostre arti, e della nostra storia, o le poetiche inspirazioni de’ costumi d’ un tempo, divenuti ornai quasi romanzeschi e favolosi, ma il lieto e vivace campo d’ un popolo a festa adunato. Il mobile steccato de’ legni e delle persone improvvisamente surto da ambe le sponde, che ristringeva lo spazio e turbava il tranquillo specchio delle onde ; i damaschi e i tappeti che con meno preziosa ricchezza la splendida ricchezza coprivano de’ marmi de’ più stupendi palagi, il moto, i canti, il frastuono mutavan l’aspetto e quasi dissi la natura de’ luoghi. Mo-vevasi,chi al guardo credeva, quasi animato il Gran ponte, al vivo cinto di che la folla intorno stringevalo ; spariti erano alla vista sotto il vario tappeto de’ panni e de’ volti i marmorei gradini del magnifico tempio della Salute. Una nera ghirlanda ne cingeva in alto F ultima fronte, e le rive sì confondevan con le morte sembianze tra gli sporti, e sui tetti. Più che lo scors’ anno, e più splendidamente eleganti, erano le barchette a pompa vestite; belle e d’ ottimo gusto le bissone, alcuna messa in ac-