418 poco rispondente al soggetto. Lo spettatore cercava ili essa quelle gagliarde ispirazioni, a cui i maestri del giorno 1’ hanno di lunga mano assuefatto, e che in qualche guisa gli erano dalle belle situazioni del libro imprómesse, e non ne ritrasse se non leggiera impressione. Lo stile appartiene forse a un altro genere, o ad altri tempi; se non che tutti non furono del medesimo avviso, nè recarono in teatro gusti così difficili; molti anzi se ne contentarono, e questi molti eran venuti di fuori, onde il maestro fu in più luoghi applaudito, e più volte domandato sulla scena, come alla stretta del duetto tra Lancilotto e Guido, dopo l’aria di Francesca, e dopo il finale del prim’atto, all’aria di Lancilotto nel secondo e anche altrove. Al maestro si dee fare almen questa lode: ei non copiò nessuno, nè nella sua musica abbiamo notato nessuna reminiscenza. E sotto quali gentili sembianze, da qual arte possente secondata, ci venne ora innanzi l’infelice amante di Paolo ! La De la Grange è una nobile attrice, nobile per la scenica dignità del-l’azione, per la eleganza de’ modi, senza die questi pregii per nulla nuocano al calore della passione, ond’ ella convenientemente si scalda,