399 In somma il signor Robin sarebbe il diavolo, se non fosse il più garbato ed elegante giovine che mai si vedesse salla scena. Anzi gran parte del magico suo potere è esercitato dall’ amenità del facile e spiritoso suo dialogo, che vale assai più della incantatrice verghetta, è affatto lo separa da tutti gli altri negromanti della sua specie, che per verità avevano finora poca j virtù d’incantare co’ loro discorsi. Lo stesso iM.r Rodolph, che si vide qui medesimo alcuni Ianni fa, in questa parte gli cede. I giuochi del Isignor Robin acquistano gran pregio dalla di- I sin voltura con cui gli eseguisce. Ma il signor Robin, che vuota le cose pie-ine ed empie le vuote, non ebbe, in queste tre bere delle sue rappresentazioni, la virtù d’em-Ipiere se non assai mediocremente il teatro. Porse la gente s’aspettava maggior novità, o forse l’incanto della Piazza illuminata dal bel raggio di luna e da quello non meno splendido del gas, consolata dalla musica banda e più :'ncora dalle fresche aurette della- ssra, e da fnnti vaghi sembianti, era più possente di tutti gl’incanti del gentile mago francese, e la -ente non se ne seppe staccare.