103 e noi fummo in procinto d’annegar quasi sotto alla piova. Ma chi può dominar gli accidenti o leggere la ventura nel Calendario? I computi astronomici sbagliarono, e la Tombola,.che do^ veva appunto seguire sabato scorso, recata d’oggi in domani, fu alfine rimessa all’arbitrio delle nubi e del fato per questo dì, onde i forestieri, eh’ eran venuti in folla a contenderci e recarci fortuna, rinnegarono la pazienza e partironsi, se non con le pive, con le loro speranze e le cartelle nel sacco. Mail sole che pareva averlo smarrito, trovò ancora l’antico luminoso sentiero, mostrò di nuovo fuor delle nubi l’alma sua faccia: il sole, che l’inesorabil progresso della scienza spogliò testé de’ suoi raggi e separò dalla luce, condannando agli ufficii più subalterni il ministro maggior della natura ! La scienza crudele ci toglie ad una ad una le nostro più care illusioni, uccide ogni poesia dell’ universo, e non ci rende con le sue verità più felici ! Intanto col sole ritornò la. gioia e la vita, e si colse quel primo lucido intervallo per ¡sciogliere la data promessa della Regata che martedì appunto fu corsa. Chi dice Regata dice un grande, un solen-