74 gare delle Regate, gl’istmici ed i nemei. de’nostri maggiori. Si tolsero agli avi i loro arredi pesanti, i loro specchi, le loro cornici dorate, le belle copiarono nelle mantiglie, ne’ manicotti, le avole, com’elle spazzano co’loro strascichi i ponti ; e perchè non si sarebbe ritratto anche questo leggiadro costume, non si sarebbero riprodotte quelle utili pruove, onde un tempo si formavano i nostri agili rematori? Ogni città più o meno vicina ha patrii popolari spettacoli: Padova vanta i suoi Palii, Vicenza la Rua; a cui non son note le feste de’Venerdì gnocco-lari a Verona? Treviso, beata delle chiare, fresche e dolci sue acque, del puro aere, delle belle sue forosette, è pur beata un di delle sue corse ; e Venezia, la città Regina, almeno titolare, de’ mari, Venezia che le calde teste d’oltramon-te s’immaginano ognora mascherata ed in poppa alle misteriose sue gondole, a darsi tra suoni e canti bel tempo, come non avrebbe anch’ella il suo particolare spettacolo, e vedrebbe scorrere muta e uniforme, in un lungo giorno feriale, senza pompa, la vita, od avrebbe ad a-spettare dalla fortuna e da-'casi soltanto secolari diletti? Perchè dunque le cingerà il fianco quel nobile cinto di preziosi gioielli, che si chia-