240 presta ad essere riassunto, riporterò, quindi, quelle parti del lavoro che hanno più attinenza con il nostro studio e che hanno maggior sapore di attualità. L’autore afferma che gli usi e costumi del Popolo Serbo e del Popolo Croato sono diversissimi, diverse le loro letterature, diverse le loro condizioni sociali, quali risultano da evoluzioni storiche assolutamente divergenti, diverso persino il modo di intendere i problemi nazionali. L’ideale jugoslavo, invece, realizzato almeno apparentemente con la vittoria dellTntesa, si basa com’è noto su un principio o meglio su una presunzione del tutto opposta : che cioè il popolo serbo ed il popolo croato, non costituiscano, in realtà, che un popolo solo con due nomi, perchè i due popoli avrebbero comuni tutte le caratteristiche richieste a dare ad una determinata razza l’impronta e la fisionomia di una unica entità nazionale. È in nome di questo principio che il movimento panserbo proclamava, durante la guerra, la ineluttabile necessità della fusione in un unico organismo statale di tutti gli Slavi meridionali della monarchia austro-ungarica; nella quale fusione, naturalmente, all’elemento serbo doveva essere assicurata, come infatti lo fu, la dovuta preponderanza quale riconoscimento dei suoi diritti di priorità per le lotte secolari da esso sostenute per la emancipazione e la liberazione delle razze slave meridionali. Non sarà quindi inutile far conoscere tradotti alcuni squarci, fra i più caratteristici, dell’opera del Sig. Tomic: